FIA, favoritismi alla Red Bull? Così non va, i rivali pretendono chiarezza

Durante le qualifiche del GP di Singapore, avvenute lo scorso sabato, Max Verstappen è stato protagonista di tre impeding. Uno di questi si è verificato all'uscita dalla pit lane, con il pilota Red Bull che ha bloccato la corsia box per circa 15 secondi, impedendo alla vetture che lo seguivano di andare in pista per segnare un tempo sul giro.

Il secondo episodio vede coinvolto il pilota della Williams Logan Sargeant, che stava terminando il proprio giro di qualifica, mentre l'olandese si doveva lanciare a breve per iniziare il suo. Max si è quindi scansato all'ultimo per cercare di disturbare il rookie il meno possibile.

Ultimo, ma forse il più evidente, è quello ai danni di Yuki Tsunoda, verificatosi all'inizio della Q2. Il pilota dell'AlphaTauri si trovava, come Sargeant precedentemente, in un giro lanciato, quando ha trovato il campione del mondo in carica sulla traiettoria ideale.

Il giapponese si è anche aperto in radio per segnalare l'avvenimento alla propria squadra, ed effettivamente l'impeding è stato notato, così come i precedenti. Le penalità, però, non hanno soddisfatto le aspettative, neanche quelle dello stesso Verstappen.

A fine qualifica Max ha dichiarato: "Se mi aspetto delle penalità in griglia per gli impeding che ho commesso? Oggettivamente oggi è stato un po' caotico lì fuori". Gli appassionati di Formula 1, così come le squadre e i piloti, sanno che episodi del genere vengono sanzionati con una reprimenda nel caso in cui si verifichino durante le prove libere, ma con tre posizioni di penalità in griglia se avvenuti in qualifica.

L'aspettativa comune del paddock era, quindi, quella di vedere 3, 6 o addirittura 9 posizioni di penalità ai danni dell'olandese; invece il pilota Red Bull ha ricevuto soltanto due reprimende.

La decisione della FIA è stata considerata ridicola da molte squadre, specialmente perché nel referto compare la voce "dopo aver confrontato gli episodi con altri di simile fattura avvenuti durante la stagione". Eppure di penalità in griglia per impeding quest'anno ne abbiamo viste (3 posizioni per Leclerc a Monaco, addirittura 6 per Gasly in Spagna). Ma per Verstappen no, solo reprimende, e il mondo della F1 non ci sta.

FIA, favoritismi alla Red Bull? Così non va, i rivali pretendono chiarezza

L'immagine della Formula 1 ne risente

Quello che tutto lo sport e i suoi appassionati chiedono è coerenza e costanza nelle decisioni, non parzialità. Sia chiaro, accusare la Red Bull di barare o compromettere la federazione è da complottisti, non da sportivi, ma le domande sorgono spontanee.

Lo stesso Guenther Steiner dichiarò, durante il weekend d'Austria, che Magnussen fu penalizzato per un impeding su Verstappen, mentre a parti invertite Max non avrebbe ricevuto alcuna penalità. Parole forti, ma che inducono a una riflessione.

La federazione "fatica" a prendere decisioni penalizzanti nei confronti della Red Bull? In caso di risposta affermativa, perché avviene ciò pur sapendo che si danneggia l'immagine dello sport e la sua credibilità? A queste domande non potremo mai rispondere con certezza, l'unica cosa che sappiamo è che così non va, e ora gli altri competitor iniziano a lamentarsi.

Il direttore della Performance dell'Aston Martin, Tom McCullough, ha commentato così la situazione dopo il GP di Singapore: "I giudici hanno tutte le informazioni. Ovviamente quando ricevi l'impeding ti trovi in una situazione molto frustrante, ma lasciamo che la direzione gara lavori serenamente. Tutto quello che vogliamo è chiarezza e costanza evento dopo evento. Lo vogliono i tifosi, lo vogliono tutti, no?".

Vedremo se le cose cambieranno, ma la sensazione è che sia necessario intraprendere una strada diversa. Una strada che non danneggi in alcun modo i team, l'immagine della F1 e i suoi appassionati.

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